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I NOSTRI COMUNI
IL SACRARIO
MILITARE NAZIONALE ITALIANO
Nel 1951, alle falde di Monte Lungo fu inaugurato il Sacrario Militare, dove riposano i caduti in guerra tra il 1943 e il 1945, provenienti dai vari cimiteri di guerra d'Italia, a memoria del valore mostrato dai caduti e in ricordo dei combattimenti che ebbero luogo in qiuella zona.
Il Sacrario è dominato da una Cappella che contiene un altare scolpito da Pietro Canonica, su cui è posta una statua in marmo bianco che mostra un soldato moribondo nella visione di Cristo. Nella Cappella ci sono i loculi dei morti durante la battaglia di Monte Lungo. Al centro c'è la tomba del Generale Umberto Utili, morto a Milano nel 1952 su cui si legge "VOLLE RIPOSARE TRA I SUOI COMPAGNI D'ARME
Di fronte al Sacrario è sorto un museo militare, in cui sono raccolti documenti, armi, foto e suppellettili varie, a ricordo della guerra. Nel cortile antistante il museo sono custoditi alcuni carri armati e pezzi di artiglierie italiane e inglesi, usati durante la guerra.
Ogni anno, l'8 dicembre avviene la commemorazione dei caduti durante la battaglia di Monte Lungo. La celebrazione è presieduta, dai ministri addetti, dalle autorità locali e a volte dal presidente della Repubblica.
Pochi metri piu' in alto una statua della Madonna detta per l'appunto "Madonnina del Sacrario" sembra vegliare e benedire il sonno dei caduti.
" MUSEO CIMELI"
del Sacrario di Monte Lungo
Situato all'interno del Sacrario Militare nazionale italiano di Montelungo, è un' interessante, importantissima e ricca raccolta di cimeli e testimonianza dei giorni della battaglia di Montelungo (8/16 dicembre). Allestito dal Ministero della difesa , nel complesso è possibile vedere da vicino i carri armati e le armi dell'epoca conservati in perfetto stato. E' possibile visitarlo dalle 8.00 alle 17.00 di tutti i giorni.
Il museo storico è allestito nel comune di Mignano Monte Lungo. I reperti bellici e i documenti storici della famosa battaglia di Montelungo sono stati donati al paese da un ex combattente. E' possibile visitarlo dalle 8.00 alle 18.00 di tutti i giorni.
CASTELLO
"ETTORE FIERAMOSCA"
Le prime notizie del Castello di Mignano risalgono alla seconda metà del 1100.
In quel tempo era Signore di Mignano, Malgerio Sorello prima soldato e poi frate. Costui morì nel monastero di Santa Maria di Ferrara e lasciò ai frati "le possessioni col diritto di macinare, gli oliveti, la casa e parte della molitura delle olive dei montani del CASTELLO di Mignano, con libera facoltà di frangere in essi le loro olive".
Questa notizia è confermata sia da un affresco che si trovava nella Chiesa del Monastero, sia dal testo del parroco F. Tabellario ove asserisce che Enrico IV dopo essere stato coronato imperatore nel 1191, incominciò la conquista dell'Italia meridionale e combattè a Mignano contro un certo Malgerio Sorello, un soldato divenuto poi frate.
Da fonti storiche si sa che il castello di Mignano fu tolto agli eredi di M.Sorello quando scese in Italia Federico II e dato in custodia ai fedeli del re. Nel 1229 passarono a Mignano le truppe pontificie che circondarono il castello e riavutolo lo riconsegnarono ai legittimi proprietari.
Federico II richiamato dalla Terra Santa mosse contro le truppe pontificie e riconquistò tra le altre, le terre di Mignano e quindi il castello.
Alla morte di Federico II, Mignano fu occupato dall'esercito Svevo contro cui si erano opposti invano i conti Di Aquino, aiutati dalle truppe pontificie. Dopo il1268, la dinastia Sveva si estinse e presero il loro posto gli Angioini che spadroneggiarono nell'Italia meridionale.
Il re Carlo nel 1271 fece un giro di ricognizione attraverso i sui possedimenti e il 27 febbraio fu a Mignano dove era feudatario il milite Simone.In seguito Mignano divenne Demanio Regio.
Sotto il regno di Roberto Buono, figlio di Carlo II D'Angiò Mignano fu baronia di Odolina di Chiaromonte , poi passò ad Antonio della Ratta che lo vendette ad Andreina Acciaiuli contessa d'Altavilla. Molti altri si avvicendarono nel comando del borgo di Mignano ma di sicuro si sa che dal 1486 il feudo lo ottenne Rinaldo Ferramosca (cognome mutato poi in Fieramosca).
Si sa da fonte sicura che nel 1495 il castello appartenne a quella famiglia che lo tenne ininterrottamente per circa un secolo.
Il feudo cadde, per breve tempo in potere di Raniero di Scosse, un francese venuto in Italia al seguito di Luigi XII nel 1501 ma poi fu ridato ad Ettore Fieramosca. Alla sua morte, nel 1515, il feudo passò al fratello Guido che apportò molte modifiche al castello.
Originariamente c'erano tre torri rotonde, alle quali egli fece aggiungere una "torre quadrata" che precede gli appartamenti, il cortile e la sua recinzione con stalle e sale d'armi. Forse si deve a lui anche il restauro della torre rotonda sull'attuale Corso Umberto, che portava lo stemma di Fieramosca.
Alla morte di Guido, nel 1531 il feudo sarebbe dovuto passare alla sorella Porzia Leognano Fieramosca ma la sera stessa in cui morì il marito, Isabella, cacciò Porzia da Mignano. Il feudo fu incamerato dalla Regia Corte ma Isabella ottenne la cessione vita natural durante.
In questo periodo il castello cominciò a perdere il suo antico splendore infatti Isabella dopo la morte del marito regalò ai fratelli e ai nipoti tutti gli oggetti e gli ornamenti più preziosi. Spogliò il castello di arazzi pregiatissimi, suppellettili, vasellame di argento, armature e perfino di quattro cannoni posti sulle torri.
Alla sua morte il castello ormai spoglio passò ai suoi parenti ma la sorella di Guido e i figli di lei riuscirono a farsi riconoscere i possedimenti dopo vari ricorsi ma poi vendettero il feudo a Cesare di Capua.
Durante la dominazione spagnola durata due secoli dal 1503 al 1700, Mignano ebbe una decadenza notevole anche dal punto di vista demografico. Il feudo fu tenuto dai di Capua fino al 1767 quando Vincenzo Tuttavilla ultimo feudatario di Mignano, fu spodestato ancora vivente, nel 1806 quando fu abolita la feudalità da Giuseppe Bonaparte.
Mignano per la sua posizione geografica e strategica, stretto tra i monti, nel corso della storia è stato sempre teatro di guerra. Lo fu anche quando nel 1806 il re di Napoli dichiarò guerra all'Austria e la battaglia decisiva fu combattuta proprio a Mignano.
Nel 1845 il castello passò alla famiglia Nunziante che vissero sotto il regno di Francesco II. Alessandro Nunziante ben presto si mise contro il re e parteggiò per la dinastia Sabauda rassegnando le dimissioni dal suo incarico militare e rinviando al re tutti gli onori ricevuti; anche sua moglie restituì il posto di dama di corte.
Il castello fu ereditato nel 1867 da Mariano Nunziante primogenito di Alessandro e poi nel 1913 fu ereditato dalla primogenita di costui Teresa Carolina. L'ultimo proprietario fu il figlio di quest'ultima, Carlo Alessandro di Pietro.
Durante il fascismo il castello fu venduto a privati ma nel 1939 Maria Elena Nunziante sposò Beniamino Guinness che riscattò il castello e lo pose sotto l'amministrazione del sig. Turchi.
Durante l'ultima guerra il castello precedentemente restaurato da Lord Guinness subì danni. Alla morte di Lord Guinnes il castello fu venduto alla diocesi di Teano, tramite Monsignore F. Simeoni e da allora appartiene alla Chiesa.
PORTA FRATTE
Porta Fratte è stata costruita nell'antichità (1160 d.c. circa) e si trova a Mignano montelungo " sotto la Cicuta".
E' un luogo scosceso e si trova vicino a un ruscello che "serve" la fontana a valle; la strada è fatta di sanpietrini.
Nei tempi antichi gli uomini la usavano per controllare chi entrava e usciva dal Paese, inoltre serviva, insieme alle mura che circondavano Mignano, a difendere il Castello.
Sono andate distrutte la parte superiore della Porta e le mura, solo una parte è stata ristrutturata.
A Natale ci viene fatto il " Presepe vivente" ed a Pasqua il luogo e la vegetazione circostante si prestano ad una suggestiva rappresentazione della "Passione vivente".
Per noi PORTA FRATTE è un luogo importante perché è ricco di storia e potrebbe essere un luogo turistico che la gente può visitare insieme al Castello di Ettore Fieramosca.
PONTE FERDINANDEO
Fino alla metà del secolo scorso, la popolazione di Mignano per recarsi sulla strada Casilina, doveva scendere nella vallata ove scorre il rio Rava, per una ripida scarpata, attraversare un ponticello sul torrente ed arrampicarsi poi dall'altro lato della roccia.
Quando d'inverno il torrente si ingrossava non poteva essere attraversato per cui le persone , reduci dalle campagne, erano costrette a fermarsi nell'osteria.
Durante il governo di Ferdinando II, a Mignano fu costruito un ponte sul rio Rava che congiungeva il paese alla Casilina ed una strada che dal ponte attraversava tutto il centro abitato.
Il progetto fu studiato dall'ing. Luigi Manzella ed esaminato dal Decurionato composto da F. di Stasio,G. B. La Ricca, D. di Palma, L. Salvatore, T. Verdone, G. B. Greco, A. di Stasio, N. di Luca, F. d'Ermo.
La spesa complessiva fu di diecimila ducati e l'inaugurazione avvenne il 15 ottobre del1853.
Fu scelto tale giorno perché il ponte era intitolato al re Ferdinando e la strada alla regina Maria Teresa e in suo onore si chiese di festeggiare nel giorno di Santa Teresa.
Per l'inaugurazione si spesero 59,80 ducati, somma approvata con delibera comunale il 20 marzo.
Il duca A. Nunziante che pare abbia fatto da tramite per la richiesta di inaugurazione al re, scrisse poi all'arciprete di Mignano chiedendogli di organizzare la festa.
Chiese di preparare una festa solenne invitando il Vescovo e il Sotto-intendente, di adornare con festoni la strada del ponte e di illuminare il ponte le strade e le case tutte. Bisognava inoltre intonare il "Te Deum" e quindi di sparare fuochi d'artificio sia il giorno che la sera.
Tale opera fu per il popolo di Mignano un grandissimo vantaggio sia dal punto di vista del commercio sia per poter raggiungere la Casilina da Mignano senza alcuna difficoltà ed in poco tempo.