Verifica finale
"MIGNANO... e il castello"
La nostra città: MIGNANO MONTE LUNGO (CE)
Presentazione
Ci accingiamo a verificare il progetto "MIGNANO E IL CASTELLO" svolto nelle ore aggiuntive nel nostro plesso, in quanto la disponibilità da parte del luogo stabilito dal Collegio Docente all'inizio dell'anno scolastico è venuta meno. Siamo ben lieti di poterlo verificare con tutti voi per trascorrere insieme dei momenti particolari e toccanti della nostra storia.
Auguriamo un buon ascolto e una buona visione dell'escursus storico realizzato come momento conclusivo delle ricerche effettuate dagli alunni nel corso dell'anno scolastico.
Alcuni alunni distribuiranno un opuscolo esplicativo che vi accompagnerà durante lo spettacolo.
- Iniziano la manifestazione i bambini della scuola dell'infanzia che ci parlano di un grande sentimento: l'amicizia.
- Poi gli alunni della scuola primaria insieme a quelli della scuola dell'infanzia ci fanno ascoltare canti e assistere a balli mimati svolti durante le attività del Progetto Continuità.
- Percorriamo con voi la linea del tempo della nostra città: dalle sue origini ai nostri giorni, rivivendone gli avvenimenti più significativi e salienti che l'hanno caratterizzata.
- La nostra città è pittoresca e ricca di storia. E' una terra antichissima abitata già in epoca preistorica: il ritrovamento di una necropoli in località "STARZA" attesta che gli etruschi hanno abitato i nostri territori.
- Si racconta che dopo la conquista romana di una parte del territorio campano, nel I° secolo a. C., i soldati di Silla fondarono Mignano, nome sicuramente di origine romana. A quel tempo MINEANUM era un centro molto popolato. A testimoniare la presenza romana ci sono alle pendici di monte Cesima 4 cisterne, che servivano per raccogliere l'acqua; esse sono resistite al passare dei secoli.
- Mignano fece parte prima dell'Impero longobardo, poi divenne parte della contea di Capua, fino all'XI° secolo. Da quel momento divenne indipendente e cominciò a reggersi da solo con i propri conti e signori.
- Purtroppo, con la venuta dei Saraceni il popolo mignanese dovette subire per 35 anni violenze e crudeltà di ogni genere. Ai Saraceni seguirono i Normanni che posero qui il loro accampamento e il nostro territorio fu teatro di guerra quando il Papa Innocenzo II° sfidò Ruggiero D'Altavilla.
- Dopo il 1130 Mignano conobbe un periodo di pace. Malgerio Sorello, uno dei signori del tempo, prima soldato e poi frate, commissionò la costruzione del castello. Sotto il regno di Roberto il Buono, la baronia di Mignano fu assunta da Odolina di Montallo.
- Verso la fine del 1400 Rosso Ferramosca, valoroso soldato, fedele agli Aragonesi, si stabilì a Mignano. Combattè al fianco di Ferdinando I° e ottenne in cambio un vasto territorio dell'attuale Campania ed anche il Feudo di Mignano per il figlio Rinaldo. Il Castello divenne proprietà della famiglia Ferramosca e alla morte di Rinaldo passò al figlio Ettore e in seguito al fratello di costui. La vita nel castello trascorreva spensierata tra lauti banchetti, feste, spettacoli, balli e battute di caccia.
- Ettore Fieramosca, cavaliere capuano, difese la sua città natale dall'assedio dell'esercito francese. Stabilitosi nella città di Barletta, partecipò a spedizioni e a imboscate condotte dagli spagnoli. Fu proprio a causa di una di queste imboscate che venne fatto prigioniero dal francese La Motte, che accusò di codardia i cavalieri italiani tra i quali Fieramosca, sfidandoli a duello. Così il 13 febbraio 1503, tredici cavalieri italiani, guidati dal Fieramosca, e altrettanti cavalieri francesi, guidati da La Motte, si scontrarono a duello nella famosa DISFIDA DI BARLETTA che vide Ettore e i suoi compagni d'armi vincitori.
- Dopo la Disfida di Barletta, una sera nel Castello ci fu una grande festa in onore di Ettore.
- Erano presenti baroni, conti e dame del circondario per rendere omaggio all'eroe.
- I commensali dopo aver banchettato si alzano per eseguire le danze sulle note dolci e invitanti della musica.
BALLETTO MEDIEVALE
- Alla morte di Guido Fieramosca, il castello che sarebbe dovuto passare alla sorella Porzia, rimase nelle mani della vedova Isabella di Castriota che la sera stessa cacciò la cognata da Mignano. Isabella divenuta, la padrona regalò gli arredi a tutti i suoi parenti spogliando il castello di tutte le cose preziose. Donò, anche ai mignanesi, una campana per la Chiesa.
- Alla morte di Isabella il castello fu riconsegnato ai discendenti di Porzia che lo vendettero a Cesare di Capua. In seguito ne presero possesso i Nunziante, fedelissimi in un primo momento ai Borboni poi simpatizzanti della dinastia Sabauda; lo stesso Alessandro Nunziante si arruolò nell'esercito italiano. Anche i mignanesi seguirono le idee politiche del loro signore.
- Mignano, intanto, grazie all'operosità dei suoi abitanti si ingrandì sempre di più e conobbe un periodo di benessere. Dopo la metà del 1800 fu inaugurato il ponte Ferdinando II°, il Cimitero Civile e il troncone ferroviaro Cassino-Caserta con la Stazione di Mignano.
- Durante la guerra per l'unità d'Italia, la popolazione dovette affrontare la miseria, la carestia, l'occupazione e la sopravvivenza. Molti chiedevano l'elimosina, molti altri rubavano con la minaccia delle armi. In questo periodo si affermò il BRIGANTAGGIO e molti erano i briganti della zona. La popolazione viveva nel terrore di continue rappresaglie e subiva soprusi per avere salva la vita.
- In Terra di Lavoro operavano sette bande che si spostavano in continuazione e quelle più temute erano guidate dai mignanesi: Domenico Fuoco, Alessandro Pace, Giacomo Ciccone e Francesco Guerra. Famosa fu anche la brigantessa Michelina De Cesare.
- Nel 1868 il Comandante Generale dei carabinieri EMILIO PALLAVICINI, sgominò definitivamente le bande dei briganti e i mignanesi finirono di subire le angherie da parte di questi personaggi che prima rubavano per mangiare, in seguito si trasformarono in ladri e assassini.
- L'inizio del secolo 1900, per il borgo divenuto un paese, fu un periodo di crisi, i prezzi aumentavano e l'agricoltura era in difficoltà per mancanza di attrezzature e di terre da coltivare; a ciò si aggiunsero i disagi causati dal terremoto del 1915. La situazione si aggravò con la venuta del fascismo: la popolazione fu costretta a pagare ingenti tasse sui terrreni e sui fabbricati.
- Le difficoltà per il nostro paese non terminarono, durante il II° conflitto mondiale, Mignano fu teatro di guerra e fu raso al suolo. Molte persone trovarono scampo alla morte nelle grotte delle montagne che lo circondano e quando cominciarono a rientrare in paese vissero momenti tragici ritrovandosi senza casa, senza viveri e con la famiglia decimata.
- Molti giovani compaesani emigrarono in cerca di fortuna in America e in alcuni stati europei, affrontando viaggi lunghi e faticosi. Con una piccola valigia di cartone, piene di poche cose, andarono incontro ad un futuro sconosciuto con la speranza di trovare lavoro e di poter aiutare economicamente la famiglia.
- Vi presentiamo il canto mimato "MAMMA DAMMI 100 LIRE" dove viene espresso il grande bisogno di reagire al disagio e alla povertà del momento per trovare migliori condizioni di vita in altri luoghi.
- La poplazione però non si arrese, con duro lavoro e caparbietà ricominciò a ricostruire case, a lavorare campi e ad allevare animali. La ripresa fu lenta ma continua. Intanto il castello fu venduto a privati dagli eredi della famiglia Nunziante. In seguito la figlia di Mariano Nunziante sposò il lord Beniamino Guinnes che lo riscattò, lo restaurò e lo donò alla moglie. In seguito, il castello tramite il parroco monsignor Francesco Simeone fu acquistato dalla diocesi di Teano.
- Neanche la fine del secolo 1900 è stato molto clemente con i Mignanesi:
a. 1952: tragedia delle Cannavinelle
b. 1966: alluvione
c. 1970: terremoto
- Tutte queste vicende non hanno minato la tenacia dei mignanesi, il nostro paese denominato "CITTA' DI MIGNANO MONTE LUNGO" ed insignito della medaglia d'oro al valore civile, conta oggi circa 4000 abitanti che hanno lottato e lavorano per condurre una vita dignitosa in tutti i settori lavorativi.
- Oggi nella nostra piccola città sono stati raggiunti gli scopi essenziali che caratterizzano un popolo civile del nostro tempo:
- Termina il nostro escursus storico. Ora noi alunni delle classi V A e V B dedicheranno un particolare saluto di arrivederci alle insegnanti di modulo, a tutte le altre insegnanti, ai compagni, e a tutti i presenti.
LETTERA
BALLO DELLE CLASSI QUINTE
- Un vivo ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato: al nostro Dirigente scolastico Dott.ssa Raffaela Tramunto, al Sindaco ai genitori. Siamo felici di aver trascorso con voi dei momenti tanto speciali e di arricchimento culturale.
- Per concludere vogliamo rallegrarvi divertirvi con il ballo e canto GIOCO JOUER, per farvi passare la stanchezza per averci ascoltato, invitiamo tutti i presenti ad alzarsi e venire a ballare con noi.